Rischi smart home: come difendersi dagli attacchi informatici

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In un mondo sempre più connesso e smart, anche la casa si fa intelligente. La domotica è infatti una realtà in continua espansione e che rappresenta sicuramente il futuro non più troppo lontano delle nostre case.

Una casa in cui ogni singola faccenda domestica possa essere automatizzata, consentendo un risparmio di fatiche e consumi. Insomma un vero e proprio sogno che affascina gli amanti della tecnologia, ma che al tempo stesso nasconde una serie di insidie e potenziali rischi per la nostra sicurezza e la nostra privacy.

Il collegamento fra app e dispositivi elettronici, pur facilitando e automatizzando le nostre attività, le rende più esposte al rischio di attacchi informatici e furti di password. Ecco allora che, se la smart home porta con sé tanti vantaggi e benefici, è anche vero che è bene considerare e valutare opportunamente anche tutti i rischi di un uso eccessivo della tecnologia in casa.

Una maggiore consapevolezza ci permetterà infatti di proteggere maggiormente la nostra sicurezza dalla vulnerabilità degli oggetti presenti nelle nostre case.

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Rischi smart home: quali sono?

Oggetti apparentemente innocui ma che in realtà possono diventare il veicolo di furti di password e attacchi informatici che possono seriamente compromettere la nostra sicurezza e la nostra privacy.

Questi rischi sono emersi da una serie di indagini e ricerche che alcuni esperti di sicurezza hanno effettuando, testando una serie di dispositivi elettronici presenti nelle proprie case. E’ il caso di David Jacoby, di Kaspersky Lab, che dopo aver esaminato i dispositivi presenti nel salotto della sua abitazione, ha rilevato come tutti quelli presi in esame contenevano vulnerabilità.

Dalle smart tv, ai baby monitor, alle macchine del caffè, tutti questi strumenti potrebbero consentire l’accesso ad hacker. In particolare le ricerche di Jacoby hanno evidenziato che ogni dispositivo connesso e controllato da una app ha quasi sempre almeno una criticità legata alla sicurezza sfruttabile dai criminali. Proprio per questo è importante che i produttori risolvano tutte le vulnerabilità, dalle più o meno critiche, e sicuramente prima che il prodotto venga messo sul mercato.

Insomma una realtà piuttosto preoccupante, che necessita una maggiore consapevolezza e il bisogno di intraprendere azioni specifiche per evitare il più possibile questi rischi.

Rischi smart home: come difendersi

Si tratta di accortezze suggerite dagli stessi esperti di Kaspersky Lab, una serie di regole e consigli che tutti gli utenti e fruitori di servizi smart dovrebbero conoscere al fine di evitare problemi.

1. Fare una ricerca su internet prima dell’acquisto
Prima di acquistare qualsiasi dispositivo smart sarebbe opportuno fare una ricerca su internet, in modo tale da monitorare eventuali notizie e aggiornamenti circa la vulnerabilità di quel prodotto. Si tratta infatti di uno degli argomenti più “caldi” del momento e su cui ogni giorno, sempre più esperti effettuano test e nuove ricerche. Se sei fortunato, quindi, è molto probabile che il dispositivo sia già stato oggetto di approfondite analisi. In questo caso sarà più facile scoprire se le vulnerabilità dello strumento sia state risolte o, al contrario, siano ancora presenti.

2. Evitare di acquistare prodotti troppo nuovi
La novità fa gola agli amanti della tecnologia. Tuttavia, sono proprio i prodotti appena usciti sul mercato ad essere potenzialmente più vulnerabili ad attacchi informatici. Per questo acquistarli potrebbe non essere una buona idea. Oltre alla presenza dei vari bug standard che spesso caratterizzano tutti i nuovi prodotti, questi dispositivi potrebbero infatti avere problemi o falle non ancora individuate dai ricercatori. In questo caso, perciò, il consiglio è di attendere o preferire l’acquisto di prodotti già sottoposti a diversi aggiornamenti software.

3. Scegliere un sistema d’allarme professionale
Proteggersi dai rischi di una smart home non significa rinunciarvi. Chi ha intenzione di rendere la propria casa sempre più intelligente, dovrà solo tenere maggiormente in conto tutti i rischi legati alla sicurezza. Questo implica ad esempio la possibilità di valutare l’implementazione di un sistema d’allarme professionale che sostituisca quello già esistente controllato via app. Non solo, nel caso in cui si decida di acquistare un dispositivo che raccolga informazioni sulla vita personale dell’utente e delle persone a lui care, come può essere ad esempio un baby monitor, sarebbe più opportuno optare per il modello RF (frequenza radio) più semplice presente sul mercato. In poche parole bisognerebbe scegliere un modello che sia capace di trasmettere segnali audio senza connessione Internet.

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